Cinquelementi Blog

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E’ meglio non impiegare prodotti chimici

febbraio 2nd, 2010 Posted in Di tutto un po'

Per la pulizia di pavimenti, pareti e sanitari, invece dei soliti sgrassatori chimici, mescola 200 ml di aceto bianco, 200 ml di alcoldenaturato, 10 gocce di olio di eucalipto e 10 gocce di olio di tea tree. Evita i deodoranti chimici e preferisci gli olii essenziali dai sentori decisi, come la salvia sclarea, dalle virtu’ purificanti e il ginepro pianta sacra negli antichi riti invernali mediterranei, dalle proprieta’ riscaldanti e riequilibranti.

Energia solare termica

gennaio 28th, 2010 Posted in Di tutto un po'

Il funzionamento del sistema solare termico si basa sulla capacità dei corpi neri di assorbire calore. La superficie di una lastra metallica annerita, cioè il collettore solare, assorbe il calore proveniente dalle radiazioni solari e lo rilascia al liquido che circola all’interno dei tubi collegati al collettore, riscaldandolo. Quindi l’acqua raggiunge un serbatoio di stoccaggio ed è pronta per essere utilizzata.
Lo stesso principio è utilizzabile per il riscaldamento dell’aria.

Il solare termodinamico
Il solare termodinamico invece, in assoluto il sistema più evoluto e promettente, si basa su tecnologie che trasformano la radiazione solare in energia solare termica, a temperature sufficientemente elevate per produrre vapore surriscaldato.Per raggiungere queste condizioni termiche è necessaria un’intensa concentrazione della radiazione solare incidente sulla sperficie terrestre, ottenibile con differenti tecnologie.

Energia fotovoltaica

gennaio 21st, 2010 Posted in Di tutto un po'

Il sistema fotovoltaico è in grado di trasformare, direttamente ed istantaneamente, l’energia solare in energia elettrica.   Esso sfrutta il così detto effetto fotovoltaico, cioè la capacità che hanno alcuni materiali semiconduttori opportunamente trattati (come il silicio), di generare elettricità se esposti alla radiazione luminosa. La tecnologia fotovoltaica si basa sul pannello fotovoltaico. Questo, composto di celle realizzate con materiali semiconduttori, per lo più silicio, catturando i fotoni solari genera un campo elettrico che dà luogo, in un circuito collegato al pannello, ad una certa quantità di corrente elettrica. L’entità della corrente elettrica generata da un singola cella fotovoltaica è minima. Per questo, per ottenere la quantità di energia elettrica desiderata, si realizzano strutture modulari composte da molte celle fotovoltaiche connesse in serie e parallelo. La durata media di un impianto fotovoltaico è di 25-30 anni e, dato il progressivo aumento dell’uso di questa fonte, la ricerca sperimentale  punta all’ottimizzazione del rendimento di queste strutture. L’energia solare prodotta con il fotovoltaico ha un costo nullo per combustibile: per ogni KWh prodotto si risparmiano circa 250 grammi di olio combustibile e si evita l’immissione di circa 700 grammi di Co2, nonché di altri gas responsabili dell’effetto serra.

Le noci lavatutto…….. detergente naturale!!

gennaio 14th, 2010 Posted in Di tutto un po'

Le Noci Lavatutto sono la vera alternativa ai detergenti chimici convenzionali. I gusci delle noci del Sapindus Mukorossi contengono saponina, una sostanza organica solubile in acqua che sviluppa oltre i 30°C un valido potere detergente, disinfettante e antibatterico. Da secoli in India e Nepal vengono utilizzate in svariati modi: Il decotto di Noci Lavatutto può essere utilizzato come shampoo, detergente per stoviglie e pavimenti o anticrittogamico naturale. Le Noci Lavatutto sono economiche (con 1 kg si possono fare circa 200 lavatrici e dura un anno), efficaci al pari degli altri detersivi, adatte ad ogni tipo di pelle (ipoallergeniche), adatte ad ogni tipo di tessuto bianco e colorato (anche seta e lana), biodegradabili al 100% ed ecologiche (una volte esaurite si possono smaltire nei rifiuti organici).

Energia eolica

gennaio 6th, 2010 Posted in Di tutto un po'



Con energia eolica s’ intende l’estrazione di energia cinetica del vento, per la produzione di energia meccanica o elettrica.

Il vento è lo spostamento delle masse d’aria, causato dalla differenza di pressione, dovuto alle diverse rispettive temperature.

Fra tutte l’energia eolica è la forma di energia rinnovabile che fornisce alla rete nazionale il contributo più significativo in termini di energia elettrica prodotta, di sviluppo tecnologico, nonché di penetrazione nel mercato.

La macchina che trasforma il vento in energia eolica è detta aerogeneratore: il principio di funzionamento è lo stesso del mulino, ma le pale spinte dal vento sono collegate ad un generatore di energia elettrica.

La possibilità di sfruttare l’energia eolica dipende dalle caratteristiche del sito in cui s’intende installare l’areogeneratore.
La valutazione della ventosità media è il parametro fondamentale da considerare, ma altrettanto importanti sono l’esistenza di strade adeguate e la vicinanza a linee elettriche.

Secondo l’atlante eolico redatto dal CESI (Centro Elettronico Sperimentale Italiano) la potenzialità del territorio italiano, in termini di energia eolica, si aggira intorno a 5.000 MW. Attualmente la potenza installata è di poco superiore ai 1.000 MW e la potenza media degli areogeneratori installati è di 650KW.

Inquinamento atmosferico

gennaio 1st, 2010 Posted in Di tutto un po'

Si può definire l’inquinamento atmosferico come la presenza nell’atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull’essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali; queste sostanze di solito non sono presenti nella normale composizione dell’aria, oppure lo sono ad un livello di concentrazione inferiore.

Gli inquinanti vengono solitamente distinti in due gruppi principali: quelli di origine antropica, cioè prodotti dall’uomo, e quelli naturali.
I contaminanti atmosferici, possono anche essere classificati in primari cioè liberati nell’ambiente come tali (come ad esempio il biossido di zolfo ed il monossido di azoto) e secondari (come l’ozono) che si formano successivamente in atmosfera attraverso reazioni chimico-fisiche.

L’inquinamento causato da queste sostanze negli ambienti aperti viene definito esterno (o outdoor), mentre l’inquinamento nei luoghi confinati, come gli edifici, viene indicato come inquinamento interno o indoor. La qualità dell’aria negli ambienti confinati viene infatti spesso indicata come Indoor Air .
Finora sono stati catalogati circa 3.000 contaminanti dell’aria, prodotti per lo più dalle attività umane con i vari processi industriali, con l’utilizzo dei mezzi di trasporto o in altre circostanze.
Le modalità di produzione e di liberazione dei vari inquinanti sono estremamente varie, allo stesso modo sono moltissime le variabili che possono intervenire nella loro diffusione in atmosfera.

I parchi puntano sull’ecopsicologia

dicembre 27th, 2009 Posted in Di tutto un po'
L’antica e profonda tradizione contadina ancora viva in Italia – per cui è ancora molti annoverano tra i loro ricordi le passeggiate nei campi coi nonni o coi genitori, i giochi nelle campagne, le avventure sugli alberi e i giochi nell’acqua dei ruscelli – hanno preservato per qualche decennio in più la popolazione italiana dalla Sindrome di Deficit di Natura. Così viene definita nei manuali psichiatrici più aggiornati (NDD – Nature Deficit Desorder) quell’insieme di insicurezza, iperattività, piccole fobie, incapacità di concentrarsi, difficoltà a socializzare, che  – principalmente negli Stati Uniti, ma sempre più frequentemente anche in altre aree ad alto tasso di urbanizzazione nel mondo – caratterizza un numero crescente di persone, in particolare giovani. Questa è la denuncia, dati alla mano, che lo psicoterapeuta Richard Louv fa nel suo libro L’ultimo bambino dei Boschi (Rizzoli, 2006), ed è la premessa sulla quale, già all’inizio degli anni ‘90 ha preso vita in California l’Ecopsicologia, un movimento che vede uniti psicologi, counselor e guide naturalistiche con un obiettivo comune:
• lenire la sofferenza esistenziale individuale riportando le persone a contatto con la natura, per aiutarle a ritrovare una relazione più autentica con se stesse
• e lenire il degrado ambientale riportando le persone a una maggior consapevolezza delle profonde connessioni, a livello individuale e di specie sapiens sapiens, con la natura, risvegliando il senso di appartenenza al Pianeta.
Ormai, anche in Italia, i bambini che crescono giocando liberi sui prati e nei boschi, che si costruiscono i costumi da indiani cucendo tra loro le foglie dei castagni e passano le ore a cercare personaggi immaginari nelle cangianti forme delle nuvole sono sempre meno, e sono sempre di più i genitori che non permettono loro di sporcarsi, di prendere la pioggia, di toccare animaletti sconosciuti e a volte neppure quelli conosciuti. Insegnanti di scuole materne  denunciano sempre più frequentemente il disagio dei bimbi più piccoli nel contatto con quel poco di natura che ancora è possibile incontrare in un nido standard, e agli educatori ambientali vengono richiesti sempre più spesso interventi soltanto didattici in cui il gioco, l’avventura, il contatto diretto con gli elementi (che equivale, inevitabilmente, a sporcarsi) devono essere evitati…  per non dare adito alle proteste dei genitori.
E, allora, è arrivato anche in Italia il momento di correre ai ripari e di creare nuovi progetti ricreativi che abbiamo anche una valenza formativa e permettano agli adulti a alle famiglie, adulti e bambini insieme, la possibilità di ritrovare il perduto equilibro e di venire accompagnati nel ritrovare un rapporto amichevole e di contatto diretto con la  natura.
I Parchi e le aree protette sono gli ambiti ottimali per attivare questo processo di riconnessione tra individuo e ambiente naturale, attraverso attività che non soddisfino solo la curiosità intellettuale – il nome del fiorellino o dell’animaletto – ma che sappiano evocare emozioni e valori, consapevolezza e riflessioni.
La sfide è quella di creare una rosa di esperienze in grado di:
• ridestare lo stupore davanti a un mondo che è molto più ampio e interessante di quanto crediamo
• invitare all’incontro e al dialogo con creature altre, animate e inanimate
• stimolare l’innata sete di bellezza che risiede nel cuore di ogni figlio dell’uomo
• favorire la creazione di relazioni più autentiche, con il mondo, con gli altri e anche con se stessi
• far scoprire il potere del silenzio e il dialogo con diversi elementi con la natura, come occasione di dialogo più profondo con se stessi.
Una sfida che l’ecopsicologia accompagna ad affrontare. E un consorzio di Parchi dell’Emilia Romagna ha deciso di puntare in questa direzione per la formazione delle sue guide e per la realizzazione di un programma coordinato di offerte di visita nei Parchi e nelle Riserve Naturali con la duplice valenza – locale – di promozione dl territorio e – globale – di sensibilizzazione ed educazione al risveglio del senso di appartenenza e compartecipazione al mondo naturale e al pianeta Terra.
Il progetto nasce nell’ambito del Parco dei Sassi di Roccamalatina e interessa il territorio protetto di media collina e montagna modenesi comprendendo anche il Parco dell’Alto Appennino Modenese e la Riserva Naturale di Sassoguidano. E’ iniziata a ottobre 2009 la prima fase di aggiornamento professionale delle guide del Parco con l’obiettivo di mettere a punto un ampio programma di attività rivolte al pubblico tra la primavera del 2010 e al primavera 2011.
Il progetto prevede la creazione di una serie coordinata di appuntamenti per arricchire il turismo verde tradizionale con momenti guidati di sperimentazione pratica di alcune delle tecniche dell’Ecopsicologia volte a creare un maggior senso di connessione e coinvolgimento nei confronti dell’ambiente. La sperimentazione potrà anche essere condotta in piena autonomia seguendo un prontuario di pratiche ecopsicologicamente orientate nei Parchi – che verrà pubblicato all’inizio del 2010 e distribuito gratuitamente (sarà scaricabile anche on line) – con consigli e suggerimenti per mantenere più vivo il rapporto con la natura anche in città e con esercizi pratici da svolgere all’aperto, da soli, in gruppo o in famiglia.
Un ulteriore passo verso la consapevolezza della nostra cittadinanza terrestre!!

L’antica e profonda tradizione contadina ancora viva in Italia – per cui è ancora molti annoverano tra i loro ricordi le passeggiate nei campi coi nonni o coi genitori, i giochi nelle campagne, le avventure sugli alberi e i giochi nell’acqua dei ruscelli – hanno preservato per qualche decennio in più la popolazione italiana dalla Sindrome di Deficit di Natura. Così viene definita nei manuali psichiatrici più aggiornati (NDD – Nature Deficit Desorder) quell’insieme di insicurezza, iperattività, piccole fobie, incapacità di concentrarsi, difficoltà a socializzare, che  – principalmente negli Stati Uniti, ma sempre più frequentemente anche in altre aree ad alto tasso di urbanizzazione nel mondo – caratterizza un numero crescente di persone, in particolare giovani. Questa è la denuncia, dati alla mano, che lo psicoterapeuta Richard Louv fa nel suo libro L’ultimo bambino dei Boschi (Rizzoli, 2006), ed è la premessa sulla quale, già all’inizio degli anni ‘90 ha preso vita in California l’Ecopsicologia, un movimento che vede uniti psicologi, counselor e guide naturalistiche con un obiettivo comune:• lenire la sofferenza esistenziale individuale riportando le persone a contatto con la natura, per aiutarle a ritrovare una relazione più autentica con se stesse• e lenire il degrado ambientale riportando le persone a una maggior consapevolezza delle profonde connessioni, a livello individuale e di specie sapiens sapiens, con la natura, risvegliando il senso di appartenenza al Pianeta.
Ormai, anche in Italia, i bambini che crescono giocando liberi sui prati e nei boschi, che si costruiscono i costumi da indiani cucendo tra loro le foglie dei castagni e passano le ore a cercare personaggi immaginari nelle cangianti forme delle nuvole sono sempre meno, e sono sempre di più i genitori che non permettono loro di sporcarsi, di prendere la pioggia, di toccare animaletti sconosciuti e a volte neppure quelli conosciuti. Insegnanti di scuole materne  denunciano sempre più frequentemente il disagio dei bimbi più piccoli nel contatto con quel poco di natura che ancora è possibile incontrare in un nido standard, e agli educatori ambientali vengono richiesti sempre più spesso interventi soltanto didattici in cui il gioco, l’avventura, il contatto diretto con gli elementi (che equivale, inevitabilmente, a sporcarsi) devono essere evitati…  per non dare adito alle proteste dei genitori.
E, allora, è arrivato anche in Italia il momento di correre ai ripari e di creare nuovi progetti ricreativi che abbiamo anche una valenza formativa e permettano agli adulti a alle famiglie, adulti e bambini insieme, la possibilità di ritrovare il perduto equilibro e di venire accompagnati nel ritrovare un rapporto amichevole e di contatto diretto con la  natura.
I Parchi e le aree protette sono gli ambiti ottimali per attivare questo processo di riconnessione tra individuo e ambiente naturale, attraverso attività che non soddisfino solo la curiosità intellettuale – il nome del fiorellino o dell’animaletto – ma che sappiano evocare emozioni e valori, consapevolezza e riflessioni.
La sfide è quella di creare una rosa di esperienze in grado di:• ridestare lo stupore davanti a un mondo che è molto più ampio e interessante di quanto crediamo• invitare all’incontro e al dialogo con creature altre, animate e inanimate• stimolare l’innata sete di bellezza che risiede nel cuore di ogni figlio dell’uomo• favorire la creazione di relazioni più autentiche, con il mondo, con gli altri e anche con se stessi• far scoprire il potere del silenzio e il dialogo con diversi elementi con la natura, come occasione di dialogo più profondo con se stessi.
Una sfida che l’ecopsicologia accompagna ad affrontare. E un consorzio di Parchi dell’Emilia Romagna ha deciso di puntare in questa direzione per la formazione delle sue guide e per la realizzazione di un programma coordinato di offerte di visita nei Parchi e nelle Riserve Naturali con la duplice valenza – locale – di promozione dl territorio e – globale – di sensibilizzazione ed educazione al risveglio del senso di appartenenza e compartecipazione al mondo naturale e al pianeta Terra.
Il progetto nasce nell’ambito del Parco dei Sassi di Roccamalatina e interessa il territorio protetto di media collina e montagna modenesi comprendendo anche il Parco dell’Alto Appennino Modenese e la Riserva Naturale di Sassoguidano. E’ iniziata a ottobre 2009 la prima fase di aggiornamento professionale delle guide del Parco con l’obiettivo di mettere a punto un ampio programma di attività rivolte al pubblico tra la primavera del 2010 e al primavera 2011.
Il progetto prevede la creazione di una serie coordinata di appuntamenti per arricchire il turismo verde tradizionale con momenti guidati di sperimentazione pratica di alcune delle tecniche dell’Ecopsicologia volte a creare un maggior senso di connessione e coinvolgimento nei confronti dell’ambiente. La sperimentazione potrà anche essere condotta in piena autonomia seguendo un prontuario di pratiche ecopsicologicamente orientate nei Parchi – che verrà pubblicato all’inizio del 2010 e distribuito gratuitamente (sarà scaricabile anche on line) – con consigli e suggerimenti per mantenere più vivo il rapporto con la natura anche in città e con esercizi pratici da svolgere all’aperto, da soli, in gruppo o in famiglia.
Un ulteriore passo verso la consapevolezza della nostra cittadinanza terrestre!!

“Occorre aprire l’anima e l’amore per questo pianeta……”  (Marcella Danon)

Perche’ l’energia rinnovabile

dicembre 26th, 2009 Posted in Di tutto un po'

Questo e’ un’articolo tratto da LifeGate, che utilizza direttamente fonti idroelettriche ed e’ proprietaria del primo parco fotovoltaico a “girasoli” del nord Italia.

L’energia elettrica che consumiamo tutti i giorni è prodotta principalmente da centrali a combustibili fossili, carbone, gas e petrolio. In Italia, questo vuol dire emettere in atmosfera, ogni anno, circa 150 milioni di tonnellate di Co2, il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici in atto. Il protocollo di Kyoto ci impone di tagliare drasticamente queste emissioni entro il 2012. Ma la domanda di energia cresce e, con essa, anche l’anidride carbonica, dannosa per la salute e l’ambiente. Le energie da fonti rinnovabili, come acqua, sole, vento e terra, sono una soluzione possibile e concreta. Il vantaggio? Abbondano in natura, sono disponibili ovunque, non emettono Co2 e, a differenza delle fonti fossili, sempre sempre più scarse e per questo sempre più costose, hanno la caratteristica di rinnovarsi continuamente: sono inesauribili.

Il Natale visto da una non credente

dicembre 25th, 2009 Posted in Di tutto un po'

Mi sono sempre chiesta perche’ ci si faccia gli auguri a Natale e parlando con una persona mi ha cercato di risolvere il mio dilemma dicendomi che e’ un’augurio di trascorrere una buona giornata in famiglia………. ma allora tutte le altre 365???? devono essere giornate di m….?? Non mi ha convinta, quindi posso dire che in questi 2 Natali passati in Italia ho osservato cosa succede e come s’impongono le persone e devo dire………….. siete tutti straordinari!!!!!
Vediamo da dove inizio……. beh direi dai regali!!!! Ho chiesto a una decina di persone prese a caso, se erano contente di fare i regali di Natale, le risposte sono state svariate e anche a volte pittoresche, pero’ riassumendole potrei dire che su 10 persone forse 1 mi ha detto che a Natale si diverte a girare per negozi e cercare regalini per tutti, gli altri 9 sono volati porconi………. quindi mi chiedo perche’ li fate???? Perche’ non si puo’ non farli mi e’ stato risposto…………. ma chi l’ha detto!!! Tanto finisci con comprare un sacco di cazzate inutili per spendere poco e tu devi rinunciare magari a comprarti qualche cosa perche’ hai finito i soldi…. risultato 2 persone scontente!! Poi sono stata 2 volte al supermercato con mia mamma che purtoppo per motivi di salute e’ costretta su una sedia a rotelle e………… ci credete se vi dicessi che non ho trovato un parcheggio per gli hadicappati??? Forse hanno deciso c’e’ stato un raduno e non me ne sono accorta?? mah!!! Forse se non lo sapete non e’ solo una questione di principio, ma se osservate questi parcheggi sono decisamenti piu’ grandi proprio per agevolare le manovre di spostamento dal seggiolino della macchina alla sedia a rotelle, quindi……….. se non trovate parcheggio non fate gli st…., ma e’ sempre Natale bisogna essere buoni quindi mandiamoli affanc…. con il sorriso!!! Entriamo al supermercato e come per magia………. centinaia di “pecore” impazzite che sbattono con carrelli a destra e sinistra che litigano per il numerino dal panettiere che cristonano con quei poveri operatori perche’ non trovano piu’ la panna, perche’ la povera anziana non trova il tastino sulla bilancia della frutta e verdura e crea un po’ di coda…………… MA SCHERZIAMOOOO CON TUTTO QUELLO CHE AVETE DA FARE PER ORGANIZZARE IL FAMOSISSIMO PRANZO DI NATALE E’ GIUSTO ANCHE CADERE SULLE GAMBE DI UNA PERSONA IN CARROZZINA PER PAURA DI PERDERE 1 MINUTO DEL VOSTRO PREZIOSISSIMO TEMPO!! Eh si pero’ e’ Natale e bisogna essere buoni con tutti!!! Alle casse: ovviamente mi sono messa in coda alla cassa preferenziale per i portatori di handicap e donne in gravidanza, ora….. che con i cappotti e giacconi possa essere confusa una panciona incinta per una cicciona ci puo’ stare, ma una persona in sedie a rotelle non la vedi????? Forse erano tutti ciechi?? Mah!! E con questo vi lascio immaginare cosa sia successo alla cassa!!! Mi dico, vabbe’ le vacanze di Natale e quindi essendo in vacanza stacco la spina, ma il cervello vi prego quello noooooo!!!
Il famosissimo pranzo……….. ma da quanto tempo non mangiavate!!!!!!! Madonna santa un insulto alla poverta’ e poi della serie vogliamoci bene……. antipasti a piu’ non posso, lasagne e ravioli per accontentare tutti, agnello e anche spezzatino nel caso che a qualcuno non piacesse l’agnello, poi contorni, frutta (giustamente dopo il pasto perche’ ci fa stare meglio), panettoni e anche un pezzettino di pandoro, ma si’ anche il torrone come non assaggiarlo, caffe’ e poi qualche cosa per digerire!! e quindi il famosissimo bicarbonato che funziona come sturalavandini………………… NO COMMENT!!! Senza contare anche a questi pranzi vi incontrate con persone che vedete solo quel giorno dell’anno scorso, che quasi non vi ricordate il suo nome, o addirittura un cugino che 6 mesi fa durante una vacanza quasi ti accoltellavi, ma e’ Natale e quindi baciamoci ed abbracciamoci tutti come se niente fosse……… poi a Santo Stefano giu’ botte!!! Il pranzo dove la mamma ti raccomanda di comportarti bene, perche’ tanto lo sai lo zio com’e’ fatto…. bisogna capirlo, ecc, ecc!! Poi arriva il fatidico momento dell’apertura dei tanto ricercati regali!!! E la classica frase che i preannuncia che quello che stai per trovare sotto l’albero e’ una grandissima cazzata e’…………….. “sai non sapevo cosa prenderti”!! Ecco li’ sai gia’ che dovrai dire che bello e ringraziare per una cosa che neanche potrai reciclare da tanto inutile sia!!
Pero’ e’ sempre Natale e tutti devono essere buoni, quindi incassi e ti dirai per l’ennesima volta, l’anno pèrossimo non mi fregano piu’!!!
Sicuramente il Natale serve a far girare un pochino l’economia, perche’ almeno gli italiani, popolo di conservatori a Natale sono OBBLIGATI a spendere, peccato che a volte spendono anche quelli che non hanno perche’ per non essere criticati si fanno pure i debiti!! E quelli invece che possono spendere, come sempre, con i braccini corti risparmiano e la mia domanda e’ ma che cavolo ci fanno con tutti quei soldi???? Mah!! Forse credono di potersi comprare il posto in Paradiso!!
IL NATALE DOVREBBE ESSERE UNA FESTA PER I BAMBINI, quindi per essere veramente buoni bisognerebbe comprare giocattoli ai bambini poco fortunati!!
Comunque sia posso dire adesso di aver finalmente capito perche’ si usano gli Auguri a Natale……….. e’ come dire in bocca il lupo e si’ perche’ per superare e vivere tutto questo bisogna proprio essere coraggiosi!!!

Che il Vostro Dio mi perdoni!!!
Un sereno 25 Dicembre come tutti gli altri 365
Simona

La fibra di latte

dicembre 24th, 2009 Posted in Di tutto un po'

Tutti sappiamo quanto sia importante proteggere e conservare la nostra pelle, non solo facendo attenzione ai prodotti di pulizia ma anche con cio’ che indossiamo!! In questo mondo dove ormai tutto e’ acrilico, perche’ diciamocelo, costa meno, c’e’ invece chi studia il modo si avere fibre naturali e ho scoperto che anche attraverso il latte si possono ottenere delle fibre morbidissime a prezzi accessibili!!
La fibra di latte nasce da un procedimento di disidratazione e centrifugazione del latte, frutto della ricerca piu’ avanzata nel campo della bioingegneria. Le caratteristiche del latte e dei suoi 18 aminoacidi, preziosi per la pelle, sono conservati intatti nella fibra che risulta dolce al contatto e sana per il corpo che la indossa!!!!